Non abbiamo avuto tempo di leggere e condividere l’altro libro portato da Ada, L’orso che non c’era, di Oren Lavie e Wolf Erlbruch, un albo dal forte sapore filosofico in cui la lentezza diventa il leit motiv nel lungo cammino che porta alla conoscenza di se stessi, ne riparleremo! Decisamente su un altro registro, divertente e spassoso, si pone l’albo illustrato C’è posto per tutti, di Massimo Caccia, portato da Valentina. Anche in questo caso, la lentezza diventa parte della narrazione: una fila di animali avanza lentamente, molto lentamente, in fila indiana, fino ad arrivare alla mitica arca in cui li ritroviamo schiacciati all’inverosimile nella divertentissima tavola finale. Un albo senza parole in cui le illustrazioni moderne e pulite reinterpretano la storia classica dell’Arca di Noè. Divertente, originale, e oseremmo dire geniale, è la terza avventura in lingua pipripù inventata da Emanuela Bussolati: Rulba rulba! Questa volta si racconta del piccolo Piripù Bibi che ama vivere pole pole (lentamente), guardandosi attorno, senza fretta, distraendosi e perdendosi…
A fine serata, la stanchezza iniziava a farsi sentire. Abbiamo solo avuto un breve tempo per prendere in considerazione un’altra, ma importantissima declinazione della lentezza: quello spazio ancor più intimo che porta a ritrarci in noi stessi, nel silenzio, nelle piccole cose, nelle attività creative, nelle proprie passioni. A questo proposito Ada ci ha fatto conoscere, ma ce ne riparlerà meglio, il nuovo albo illustrato edito da Orecchio Acerbo Lei. Vivian Maier, dedicato alla figura della fotografa-tata, una donna che nella vita ha saputo trovare lo spazio per le sue passioni e fermare il tempo per gli incantamenti.
In conclusione, ho sfoderato i miei carissimi silent book di Gerda Muller: a mio avviso un omaggio alla lentezza, intesa come la vita in sintonia con la natura, i suoi tempi e i suoi spazi, i suoi abitanti, come quei preziosi momenti sospesi dedicati a intessere ghirlande di fiori, a riempire barattoli di marmellata, a guardare il temporale attraverso la finestra, a chiaccherare in una sera d’estate sulle rive di un lago. Attimi di lentezza che ognuno di noi può ritrovare sedimentati nelle memorie d’infanzia.
P.S. E la noia? Non è emerso in nessuno libro, questo tema, così connesso al tempo lento. Quello spazio apparentemente vuoto ma così potenzialmente ricco nel momento in cui apre una finestra sulla creatività, sull’immaginazione e sulla fantasia. Ma è possibile trovare ritratta la noia negli albi illustrati? Certamente, basta cercare un po’…. Nel frattempo vi lasciamo con una bellissima poesia, in attesa del prossimo incontro in cui parleremo di libri che affrontano temi difficili (morte, malattia, sofferenza…).
Filastrocca della noia
Noia di tutto, fatta di niente
Noia riempita di vuoto di mente
Viaggia nel tempo, tempo infinito
Passa la voglia di muovere un dito
Non sai che fare, né che pensare
O la combatti, o resti a guardare
Poi all’improvviso, un po’ stranamente
In quella noia si apre la mente
E si fa strada lungo la via
La fantasia.
(Sabrina Giarratana, Filastrocche in valigia, Nuove Edizioni Romane)
Lascia un commento