In viaggio con papà

Silvia Sai

“In viaggio con papà” è il racconto di un’avventura che ha il sapore della scoperta e dell’incontro con l’altro. E’ un viaggio lungo, molto lungo. Evidentemente non solo in termini spazio-temporali, ma anche antropologici, perché papà orso ha deciso di viaggiare con il suo piccolo orso bianco dai ghiacciai fino alle terre coperte di boschi  popolate da orsi bruni. 

Il viaggio ha inizio già nel frontespizio dove vediamo papà e piccolo orso camminare verso una pila di tre valigie con etichetta Giannino Stoppani Edizioni (la casa editrice). Sciarpa al collo, occhialini rossi, e il piccolo in mano una boccia con dei pesciolini rossi (elemento un po’ surreale che troverà una sua funzione nel corso della storia). Si prosegue con il saluto alla mamma con tanto di fazzoletto sventolato da una grandissima nave. E nella pagina successiva un rapido salto di prospettiva che inquadra in primissimo piano i piedi, ehm le zampe, della mamma accanto a un gomitolo di lana marrone, e il testo esprime il suo pensiero rivolto al cucciolo che ormai sta diventando grande…

Inizia il viaggio vero e proprio. In nave, poi in bicicletta-tandem tra i pinguini, poi nuovamente in tandem attraverso la notte di un bosco, e infine eccoli arrivati nella terra degli orsi bruni.

Il piccolo orso non teme distanze né la notte, rassicura il breve ma efficace testo, perché è assieme al suo papà.

Nella terra degli orsi bruni ha inizio un altro viaggio. Quello fatto di scoperte e incontri. E’ proprio la diversità dell’altro a colpire  subito piccolo orso. Non c’è paura, non c’è diffidenza, solo stupore nelle sue parole. Lo spaesamento emerge piuttosto dall’illustrazione a doppia pagina che ritrae su sfondo completamente bianco i due orsi polari circondati dagli orsi bruni, tutti sospesi in un vuoto surreale colmo di sguardi guardinghi e indagatori.

Piccolo orso si guarda intorno.

Poi dice sottovoce “Hai visto questi orsi? Sono tutti di cioccolata!”

“Non sono di cioccolata” sorride papà orso.

“Sono orsi bruni. Sono scuri perché vivono nei boschi. Noi siamo bianchi perché viviamo nella neve. Sotto, però, abbiamo tutti la pelle nera. Come quella del naso e delle zampe.”

Comincia la scoperta di ambienti nuovi: il prato verde dove papà e piccolo si rotolano osservati dagli altri orsi; lo spazio domestico dove piccolo orso mangia insieme a una famiglia di orsi bruni e assaggia cibi nuovi (il miele!!) per poi sperimentare nuovi giochi con altri orsetti. Si intuisce che trascorrono diverso tempo assieme a quella famiglia, fintanto che, con tristezza, giunge l’ora della partenza, dei saluti e infine del ritorno a casa dalla mamma che li aspetta con un caldo abbraccio. Stanco, piccolo orso va a dormire e sogna nuove avventure, questa volta spaziali, con il suo papà.

E’ una storia semplice, ma non lasciatevi ingannare da questo termine che spesso ha un’accezione negativa, soprattutto quando si parla di libri. Io amo i libri semplici, soprattutto quando ciò significa che con semplicità conducono il lettore verso temi complessi e densi o che con semplicità suscitano empatia ed emozioni forti (concetto che ho già espresso per il libro Lupo Baldo). La scoperta del miele, ad esempio, è un dettaglio che parrebbe insignificante, ma se pensiamo che tutti i bimbi sanno che gli orsi sono ghiotti di miele, il capovolgimento di prospettiva in atto è potente. Gli orsi bianchi non sanno nemmeno cosa sia, il miele! Non è questo un bellissimo e semplicissimo modo per introdurre altri punti di vista e ribaltare certezze?

“In viaggio con papà” dischiude con semplicità scenari privi di moralismi e giudizi di valore.

Le illustrazioni a doppia pagina alternano panorami di ampio respiro a primi piani su dettagli significativi. Dominano il bianco e il marrone ma il colore è molto presente in diverse tavole, sempre distribuito con tratto dolce e gradevole. Rivelano dettagli molto significativi per la narrazione, dettagli che creano continui rimandi tra i due mondi: i pesci rossi, che dai ghiacciai resteranno presumibilmente in quanto dono tra gli orsi bruni; il gomitolo di lana marrone che al termine della storia sarà indossato dal piccolo orso bianco rendendolo simile agli orsi bruni;  i pupazzi (orsi) di neve fatti nella terra degli orsi bruni; il pinguino-gioco.

Un libro che è quasi un accenno, lo leggi e ti accorgi che lascia molto intuire, immaginare oltre ciò che testo e illustrazioni raccontano. In certe letture ho pensato che avrei gradito qualche tavola in più, che approfondisse la storia e questo viaggio lungo. In altre letture, al contrario, ho pensato che invece è bello così, perché un libro in fondo deve lasciare il giusto spazio, ai piccoli lettori che lo desiderassero, per perdersi nei pensieri e nella fantasia, aggiungendo dettagli, ipotesi, racconti.

Un bel libro con una bella storia, adatto ai bambini più piccoli (2-4 anni). Lasciamoli viaggiare, i bambini, nelle storie e nelle avventure, ché non è mai troppo presto per incominciare.

Silvia

IN VIAGGIO CON PAPA’

di Alessandra Valtieri (testo) e Margherita Micheli (illustrazioni)

Giannino Stoppani Edizioni

32 pp. | Anno di pubblicazione: 2011

ISBN: 978 88 86124 74 4

Prezzo di copertina: 15 euro

 

Nota sulle autrici (dal sito della casa editrice):

Alessandra Valtieri, diplomata alla Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Firenze, è traduttrice in prosa e poesia dall’Inglese e dal Tedesco. Dopo tantissime traduzioni di picture-book ha trovato le parole per una storia tenera nata dai colori di Margherita Micheli, diplomata all’Isia di Urbino. La giovane illustratrice, selezionata in molti concorsi italiani e internazionali, si è cimentata con Gianni Rodari ne I nani di Mantova per Motta Junior e ha illustrato la raccolta Favole d’acqua per Giannino Stoppani edizioni.”

Condividi questo articolo sui social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *